Newsletter #11:Caccia alla cometa C/2004Q2 Machholz


Gak - Newsletter #11
Caccia alla cometaC/2004 Q2 Machholz

04 Gennaio 2005


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Eccoci qui con la prima newsletter del nuovo anno solare; pochi temi ma molto "caldi".


Caccia alla cometa C/2004 Q2 Machholz


Anche quest'anno avremo la possibilità di osservare una cometa con il telescopio. Dico "possibilità" e non "certezza" perché l'oggetto raggiunge magnitudine +4, quindi ha una luminosità che da un sito inquinato come il Keplero costituisce certamente un problema. Tuttavia ieri sera, intorno alle 22.30, approfittando della Luna calante, della serata limpida e della bassa umidità, ho inquadrato al primo colpo la cometa Machholz nel campo del mio binocolo 8x40, pochi gradi a destra della stella lambda del Toro, la cometa appariva più luminosa di quanto mi aspettassi, una nebulosità diffusa, paragonabile alla cometa NEAT che osservai a maggio 2004, quando era di magnitudine 1.4. Anche se durante la prossima osservazione del GAK avremo un po' di Luna crescente ad ovest, l'altezza della cometa Machholz sull'orizzonte fa ben sperare nella riuscita dell'osservazione.

Ovviamente non ci aspettiamo di vedere la classica cometa "con la coda" da presepe natalizio... Anche con l'ausilio del telescopio si riesce a scorgere solo il "batuffolo" della chioma della cometa, costituita dai gas e dalle polveri che sublimano dal nucleo della cometa. Paradossalmente il nostro telescopio non è lo strumento più adatto alle osservazioni delle comete; essendo queste oggetti estesi, diffusi e poco contrastati, sono preferibili strumenti a ingrandimento più basso e più luminosi; ideali sono i binocoli che, a parità di potenza ottica, raccolgono il doppio della luce. La coda, quando presente, si estende per diversi gradi, oltre il campo di qualunque telescopio.
Tranne che per le comete più brillanti come la Hale-Bopp nel 1997, difficilmente la coda è visibile ad occhio nudo: è necessaria l'azione "integratrice" della pellicola fotografica o dei sensori CCD delle fotocamere digitali per visualizzarla.

Nel link http://skyandtelescope.com/observing/objects/comets/article_1396_1.asp potete vedere una foto scattata in Austria da Johannes Schedler, un astrofilo di quelli "seri", con una fotocamera CCD e un obbiettivo 200mm f/2.8. Si vede nella foto la coda di gas emergere ad un'angolazione diversa da quella di polvere. Sul sito di questo astrofilo http://panther-observatory.com/ trovate altre bellissime foto.

E' interessante la storia della scoperta della cometa, avvenuta il 27/08/2004 per merito di un appassionato statunitense che opera ancora alla "vecchia maniera", ovvero dedicando un'ora alla settimana alla ricerca visuale delle comete tramite i suoi strumenti ottici, senza l'ausilio di riprese digitali CCD; Don Machholz ha scoperto la cometa con un riflettore da 6 pollici f/8, teoricamente uno strumento meno "potente" del nostro Celestron C8, ma sicuramente più luminoso nel cielo limpido delle montagne della California. Con tutti i programmi di osservazione automatica in atto per la ricerca di asteroidi potenzialmente pericolosi, molte comete vengono "scippate" agli astrofili dai grandi istituti di ricerca, come la cometa NEAT che abbiamo osservato lo scorso maggio, quindi per gli appassionati del settore che passano notti insonni all'oculare per cercare nel campo una debole nebulosità di una cometa, scoprirne una è una bella rivincita!

La storia completa della scoperta della cometa C/2004 Q2 è raccontata dall'autore nel sito (in inglese): http://ephemeris.sjaa.net/0410/b.html

Per ulteriori dettagli sulle comete (astrofisica, nomenclatura, curiosità) potete fare riferimento alla newsletter #5 del 18/05/04 che trovate sul sito del GAK http://gak.it

Per chi vuole trovare la cometa nel cielo prima del prossimo incontro del GAK può aggiungerla al catalogo del programma Skymap aprendo con il blocco note il file "comet.cat" che di solito si trova in "C:\Programmi\SkyMap Pro 8\Data" e aggiungendo in fondo la linea:

C/2004 Q2 Machholz 2005 01 24.9127 1.205035 0.999473 19.5064 93.6239 38.5894 5.5 4.0

copiandola esattamente com'è nella mail, spazi compresi.

Visualizzando la posizione giorno dopo giorno vi potete accorgere del moto proprio di questa cometa nella volta celeste; il perielio, ovvero il transito alla minima distanza dal sole di 1.2 unità astronomiche (circa 180 milioni di km), è previsto il 24 gennaio.


Terremoti e asse terrestre


Cambiando discorso, il terribile maremoto in Asia Sudorientale del 26 dicembre che ha causato 150 mila morti presunti e disperso migliaia di cittadini locali e stranieri, ha monopolizzato - com'è giusto - tutti i mezzi di informazione. Tra i vari servizi giornalistici e articoli che sono stati trasmessi o pubblicati nei primi giorni dopo l'evento, ci sono state spiegazioni scientifiche più o meno accurate del fenomeno. Tra le varie notizie, spicca quella del presunto spostamento dell'asse terrestre di qualche frazione di secondo d'arco e quello che colpisce è la domanda su un'eventuale influenza sul clima della Terra. Prima di rispondere bisognerebbe tenere conto del fatto che l'inclinazione dell'asse terrestre varia ciclicamente di 9 secondi d'arco in 18.6 anni circa a causa di perturbazioni gravitazionali indotte dall'attrazione lunare sul rigonfiamento equatoriale della Terra che, come sappiamo, non è perfettamente sferica. Si tratta, quindi, di una variazione molto maggiore di quella presunta causata dal terremoto... e non vi sono effetti noti diversi dalla variazione della posizione del punto d'Ariete.
Si tratta di concetti un po' complesso che affronteremo durante i prossimi incontri.


Cassini-Huygens


Il 25 dicembre la sonda Huygens si è staccata dalla sonda "madre" Cassini per iniziare la sua discesa verso il satellite di Saturno Titano e svelarci finalmente il mistero della composizione della sua atmosfera e della sua superficie. Il 14 gennaio Huygens entrerà in contatto con l'atmosfera di Titano e comincerà una discesa controllata analizzandola e inviando i dati alla Terra sfruttando la sonda Cassino come ponte radio. La discesa frenata da paracadute durerà circa 140 minuti, dopo i quali la sonda si poserà su Titano alla velocità di circa 6 m/s; se sopravvivrà all'impatto, le sue batterie saranno in grado per circa 2 ore di alimentare i sensori che analizzeranno il suolo di Titano e invieranno i dati alla Cassini che li immagazzinerà per poi rimbalzarli alla Terra. Come abbiamo già detto nella newsletter #8 del 7/10/2004, studiare Titano è importante perché, secondo accreditate teorie, rappresenterebbe una versione "congelata" della Terra e del suo brodo primordiale da cui miliardi di anni fa si è evoluta la vita.
Tutti i dettagli sulla missione Cassini-Huygens sul sito dell'ESA (in inglese):
http://www.esa.int/SPECIALS/Cassini-Huygens/index.html

Per questa newsletter è tutto; l'appuntamento è per venerdì 14 gennaio alle ore 18.30 al Keplero per il primo incontro del 2005 e, speriamo, la caccia alla cometa Machholz.

Non dimenticate di visitare il sito del GAK e di iscrivervi al forum: http://gak.it


E.



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