Gak - Newsletter #5 : Una cometa... a sorpresa!


Gak - Newsletter #5
Una cometa... a sorpresa!
18 Maggio 2004


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Salve a tutti.

L'annata astronomica del GAK è stata avara di serate osservative, ma nella penultima osservazione della stagione ci regala uno spettacolo (parzialmente) inatteso. Si tratta della cometa C/2001 Q4 NEAT che in questi giorni è visibile ad Est, circa 35 gradi sull'orizzonte alle 22 della sera. Da Roma è invisibile ad occhio nudo, tuttavia ieri sera, da casa mia, con un semplice binocolo, sono riuscito ad osservare il corpo della cometa, mentre la coda era probabilmente troppo debole. Vedremo cosa riusciremo ad osservare domani dal Keplero!


Un po' di storia


La cometa C/2001 Q4 NEAT (la chiamiamo NEAT d'ora in avanti per comodità) è stata scoperta il 28 agosto 2001 da 3 astronomi del Jet Propulsion Laboratory con il telescopio di 1.2 metri a Mnt Palomar (California, USA) nell'ambito del programma NEAT (Near Earth Asteroid Tracking), uno studio di sorveglianza di asteroidi e comete che hanno la "pericolosa abitudine" di passare un po' troppo vicini alla terra e, non si sa mai, non si vorrebbe fare la fine dei dinosauri! Scherzi a parte, il nome della cometa indica con la "C" che si tratta di una cometa della quale non è stato ancora determinato con precisione il periodo orbitale, oppure questo è così lungo (migliaia di anni) o addirittura infinito se l'orbita è iperbolica. In ogni caso, la cometa NEAT è della stessa famiglia della Hale Bopp (C/1995 O1) e Hyakutake (C/1996 B2), ovvero comete di lunghissimo periodo, la cui osservazione non è documentata nel passato. Nel nome della cometa c'è anche l'anno della scoperta, la quindicina del mese della scoperta (A=1-15 gennaio,  B=16-31 gennaio, ecc.) e il numero progressivo delle comete scoperte nella quindicina: così la nostra NEAT è stata scoperta nella seconda quindicina di agosto ed è stata la quarta cometa in quel periodo. Gli scopritori che la segnalano hanno diritto a battezzarla anche con un nome proprio: così fece il giapponese Hyakutake e i signori americani Hale e Bopp (scoprirono la cometa indipendentemente la stessa notte!). I ricercatori del JPL hanno deciso di chiamare NEAT tutte le comete scoperte nell'ambito del loro programma di osservazione. C'è da dire che Hyakutake, Hale e Bopp erano astrofili (anche se muniti di strumenti potentissimi!), quindi si sono meritati un po' di gloria personale. Per la cronaca, una cometa caratterizzata dalla lettera P è riconosciuta come periodica.

Appena la nostra cometa NEAT è stata scoperta sono subito cominciate numerose serie di osservazioni per determinare la sua orbita. Le leggi di Keplero valgono anche per le comete: dato che un'orbita giace su un piano, bastano teoricamente tre rilevamenti di posizione e velocità apparente per cominciare a stimare l'orbita. Tuttavia non è così semplice come sembra: con orbite molto eccentriche (leggi: ellissi molto schiacciate) e periodi orbitali infiniti o lunghissimi (migliaia di anni), a cui si aggiungono le perturbazioni operate dai pianeti del sistema solare, servono numerose osservazioni prima di determinare la posizione della cometa nel momento che più ci interessa, il passaggio ravvicinato alla terra e al sole e capire se e in che modo la cometa saràa visibile. Le comete, infatti, sono oggetti strani: appena sono scoperte sono oggetti debolissimi, visibili solo con strumenti professionali; la loro visibilità dipende da quanto la cometa diventa attiva quando si avvicina al sole. Secondo il modello della "palla di neve sporca" formulato da Whipple nel 1949, una cometa è costituita da un nucleo "insignificante" di diametro tra 1 e 10 km di roccia e ghiaccio; quando la cometa è sufficientemente vicina al sole il ghiaccio sublima e forma una sorta di "atmosfera" attorno alla cometa costituita da vapore acqueo: questa è la cosiddetta "chioma". Con il diminuire della distanza dal sole, il vento solare spazza via polveri, vapore e gas dalla cometa e si produce la cosiddetta coda: queste sono le condizioni della massiva visibilità della cometa. Tuttavia, a seconda della qualità delle polveri e dei gas, chioma e coda possono essere più o meno brillanti. La cometa NEAT si trova in questi giorni alla minima distanza dalla Terra (0.5 AU, 73 MKm) e transiterà al suo perielio il 23 agosto. La coda è debolissima, invisibile ad occhio nudo e in fotografia appare di pochi secondi d'arco.


Perché siamo arrivati "impreparati" al fenomeno?


Di comete ne vengono scoperte decine ogni anno e parecchie passano così vicine da essere osservabili; tuttavia, a causa della natura fortemente aleatoria dei fenomeni chioma e coda, solo quando la cometa è vicinissima alla terra si potrà capire se sarà realmente visibile ad occhio nudo e con piccoli strumenti. Ecco perché al GAK abbiamo atteso le ultime previsioni sul fenomeno prima di lanciarci in ardite promesse!


Il GAK e le comete


Il GAK ha un rapporto "speciale" con le comete. Durante il suo primo anno scolastico di vita, il 1985/86, il tema principale è stato proprio il transito della cometa di Halley, una cometa periodica molto famosa con periodo di 76 anni(la rivedremo nel 2062). Durante questi anni abbiamo potuto osservare ben due comete visibili ad occhio nudo (Hyakutake nel 1996 e Hale Bopp nel 1997), con code estese svariati gradi d'arco! La cometa di Halley è stata famosa perché nel 1986 la sonda Giotto passò a distanza ravvicinata (500 km) dal nucleo della cometa regalandocene delle inedite immagini e confermando la teoria di Whipple. Da pochi mesi è partita un'altra missione spaziale, Rosetta, che la porterà ad un incontro ravvicinato nel 2014 con la cometa periodica Churyumov-Gerasimenko e al lancio di un piccolo modulo di atterraggio sul nucleo! Entrambe le missioni hanno un forte contributo italiano.


Possiamo diventare scopritori di comete anche noi?


Per quanto detto prima, una cometa è un oggetto piccolo e debole al momento della scoperta: solo astrofili pazienti e ostinati, dotati di strumentazione semi-professionale e tante notti da dedicare all'osservazione sistematica del cielo, possono sperare di beccare una cometa per primi e rivaleggiare con i programmi osservativi professionali come il NEAT. Tuttavia il cielo è grande, i telescopi professionali potenti sono pochi e i programmi di ricerca fanno la fila, quindi i centri di ricerca apprezzano il contributo degli astrofili nella sorveglianza del cielo...


Posso vedere la cometa NEAT con Skymap?


In Skymap sono presenti gli elementi orbitali (anche non aggiornatissimi) della cometa, quindi potete vederla sulla carta. I più precisi possono aprire il file c:\programmi\skymap pro 8 demo\data\comet.cat con il notepad e sostituire la linea "C/2001 Q4 NEAT" con la seguente:

C/2001 Q4 NEAT                                 2004 05 15.9600  0.961929       1.000706   1.2052 210.2765  99.6419   3.5   4.0


Come interpreto la magnitudine della cometa?


Vi ricordate quanto scritto sulle magnitudini nella newsletter #1? La cometa, come un ammasso globulare, sono oggetti estesi e la magnitudine si riferisce all'insieme di tutto l'oggetto, una sorta di somma (o integrale per i più bravi in matematica!) della luminosità delle sue parti. Dato che il nucleo della cometa è abbastanza esteso da non risultare puntiforme, il nostro occhio percepirà non la luminosità nel suo insieme ma la "brillanza" di ogni singolo punto del corpo; per intenderci: la Cometa NEAT è stimata di magnitudine 1.7, tuttavia ci apparirà come un debole nebulosità in confronto ad una stella con la stessa magnitudine.


Un po' di link selezionati


Notizie sulla scoperta della cometa  C/2001 Q4 NEAT  (inglese)
http://cometography.com/lcomets/2001q4.html

Articolo di Sky & Telescope (inglese)
http://skyandtelescope.com/observing/objects/comets/article_1229_1.asp

Notizie generali sulle comete (italiano)
http://astroemagazine.astrofili.org/num22/comete/comete.htm

Le previsioni meteo per domani sono ottime, quindi ci vediamo al Keplero alle ore 20.30.
Chi possiede un binocolo, può portarlo: è molto utile nell'identificare la cometa nel cielo.


E.



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