Conferenza “Vedere l’invisibile: l’Agenzia Spaziale Europea a caccia di buchi neri nell’Universo”, il 2 aprile a Roma

ConferenzaSegnaliamo la prossima conferenza del ciclo La Fisica incontra la città, dal titolo: “Vedere l’invisibile: l’Agenzia Spaziale Europea a caccia di buchi neri nell’Universo”.
La conferenza si terrà il 2 aprile alle ore 20:30, presso l’Aula Magna del Rettorato di Roma Tre, in via Ostiense 159, Roma.

 

Vedere l’invisibile: l’Agenzia Spaziale Europea a caccia di buchi neri nell’Universo

Dr. Matteo Guainazzi
ESAC-ESA Madrid, Spagna

Mercoledì 2 aprile 2014 – ore 20:30
Università Roma Tre, Aula Magna del Rettorato
via Ostiense 159 – Roma

Abstract

I buchi neri sono oggetti estremamente comuni nell’Universo. Solo nella nostra Galassia ve ne sono (probabilmente) centinaia. Ogni Galassia (probabilmente) ne ospita almeno uno nel suo centro, di una massa pari a milioni, o miliardi di volte la massa del nostro sole.
Circa un 10% di essi inghiottono voracemente la materia che li circonda, ad un ritmo dell’ordine di una massa del sole all’anno. Osserviamo buchi neri “dietro l’angolo” (astronomico), e fino alle piu’ lontane (nel tempo e nello spazio) origini dell’Universo.
Ma che cosa e’ veramente un “buco nero”? Come, e perche’ possiamo vederlo? Perche’ i buchi neri hanno a che vedere con la vita e la morte delle stelle? Cosa ci raccontano sulla storia dell’Universo? Satelliti astronomici dell’Agenzia Spaziale Europea come INTEGRAL o XMM-Newton cercano le risposte a queste ed altre domande. E’ a queste risposte, ed alle domande ancora irrisolte, che questa conferenza e’ dedicata.

Breve Biografia

Matteo Guainazzi, siciliano di origine, lavora come astronomo presso lo “European Space Astronomy Centre” dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) a Villafranca del Castillo (Spagna). Dai tempi del suo dottorato in astronomia (conseguito presso l’Universita’ “La Sapienza” di Roma nel 1986) lavora in centri di operazioni di missioni astronomiche ESA, al fine di permettere alla comunita’ astronomica internazionale un utilizzo affidabile dei dati di queste missioni. I suoi interessi scientifici lo hanno portato ad occuparsi dei processi fisici che avvengono nel centro delle galassie, ed in particolare attorno ai buchi neri super-massivi che molte di esse ospitano.

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