Polaris, una supergigante incostante ed enigmatica

Polaris, una supergigante incostante ed enigmatica «Ma io sono costante come la stella del settentrione che per la sua fissità ed immobilità non ha compagna nel firmamento». Sono le parole che Shakespeare fa pronunciare a Giulio Cesare nel terzo atto dell’omonima tragedia: la stella polare vi è presa a simbolo dell’incrollabile fermezza con cui Cesare mantiene il suo proposito di esiliare Cimbro.
Non poteva sapere il genio della lingua inglese, a cavallo tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600, che la stella polare tutto è fuorché fissa e immobile.

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Michele Diodati

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Informazioni sull'autore: Gian Luigi Somma

Gian Luigi è un ingegnere aerospaziale e astronautico. Nella sua carriera ha lavorato in progetti con l'agenzia spaziale europea (ESA), l'agenzia spaziale tedesca (DLR) e con l'Università di Southampton, dove attualmente svolge ricerca nel campo dei detriti spaziali. Nel 2003 si è unito al GAK del quale ne ha raccolto l'eredità, trasformandolo in un portale di astronomia e astronautica e promuovendo queste scienze tramite star party, corsi e conferenze.

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