Scoperto un pianeta solitario, vagabondo nello spazio interstellare

Scoperto un pianeta solitario, vagabondo nello spazio interstellareLa parola italiana ‘pianeta’ deriva dal latino planēta, che viene dal greco πλανήτης, una parola che vuol dire «errante, vagante» (dal verbo πλανάω, «andare errando»: grazie, Treccani). Il nome nasce dal fatto che gli antichi astronomi vedevano i pianeti vagare nel cielo nel corso dell’anno, a differenza delle stelle, la cui posizione reciproca appariva invariabilmente fissa. Ma le peregrinazioni dei pianeti, tra i quali gli antichi includevano anche il Sole, ancorché difficili da spiegare ai tempi di Tolomeo, s’intuiva che fossero la conseguenza della loro maggiore vicinanza alla Terra rispetto allo sfondo delle stelle. Oggi sappiamo con matematica precisione che Venere, Marte, Giove, Saturno ecc. non vagano senza meta, ma descrivono precise e ripetitive orbite ellittiche intorno al Sole, che li illumina e li mantiene in batteria con la propria soverchiante forza di gravità (il 99,86% della massa del sistema solare è concentrata nel Sole).

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Michele Diodati

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Informazioni sull'autore: Gian Luigi Somma

Gian Luigi è un ingegnere aerospaziale e astronautico. Nella sua carriera ha lavorato in progetti con l'agenzia spaziale europea (ESA), l'agenzia spaziale tedesca (DLR) e con l'Università di Southampton, dove attualmente svolge ricerca nel campo dei detriti spaziali. Nel 2003 si è unito al GAK del quale ne ha raccolto l'eredità, trasformandolo in un portale di astronomia e astronautica e promuovendo queste scienze tramite star party, corsi e conferenze.

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