Un detrito sfiora la Stazione Spaziale: astronauti pronti all’evacuazione

Oggi l’equipaggio della ISS è stato costretto ad abbandonare temporaneamente la stazione spaziale internazionale. A causare l’allarme è stato un detrito non rilevato posto proprio in prossimità dell’orbita della stazione.

I sei astronauti si sono quindi rifugiati nelle capsule russe Soyuz, pronti, in caso di necessità, a staccarsi dalla stazione ed eventualmente tornare a Terra. Per fortuna l’allarme è rientrato e dopo una mezzora gli astronauti sono tornati alle loro postazioni di lavoro.

Il detrito è infine transitato alle 11.50 GMT ad appena 250 metri di distanza. Distanza molto piccola se confrontata con le dimensioni della stazione, grande circa quanto un campo da calcio (80 x 100 metri). Normalmente la stazione effettua della manovre orbitali ogni qual volta un detrito viene individuato in un intorno di 5 chilometri dalla stazione ma in questo caso non c’è stato tempo di effettuare la manovra, vista la scoperta “all’ultimo momento” del detrito.

I detriti spaziali, o space debris,  sono molto pericolosi per qualsiasi satellite, capsula, navetta o stazione posta in orbita. Essi infatti sono dotati di un altissima velocità (tipicamente 8 Km/s in orbita bassa) e quindi posseggono un’elevata energia che di dissipa nell’impatto perforando e fondendo la struttura esterna del velivolo.

detriti spazialiI possibili danni  sono catastrofici: oltre una quasi certa depressurizzazione della struttura, si possono avere incendi o esplosioni a bordo (nel caso vengano colpiti serbatoi di carburante o pannelli elettrici), perdite di potenza, contaminazione dell’atmosfera, perdita dell’equipaggio e molto altro…

A protezione dai detriti vengono utilizzati degli scudi protettivi esterni che cercando di frammentare il detrito e quindi bloccarlo prima che esso arrivi sulla struttura portante.

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Informazioni sull'autore: Gian Luigi Somma

Gian Luigi è un ingegnere aerospaziale e astronautico. Nella sua carriera ha lavorato in progetti con l'agenzia spaziale europea (ESA), l'agenzia spaziale tedesca (DLR) e con l'Università di Southampton, dove attualmente svolge ricerca nel campo dei detriti spaziali. Nel 2003 si è unito al GAK del quale ne ha raccolto l'eredità, trasformandolo in un portale di astronomia e astronautica e promuovendo queste scienze tramite star party, corsi e conferenze.

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